Infortunio non vuol dire «incidente»
La definizione tecnica è più stretta di quella che usiamo tutti i giorni, e da lì discende quasi tutto il resto. Un infortunio, ai fini della polizza, è un evento con tre caratteristiche insieme.
La definizione
Se manca uno dei tre requisiti, non c'è infortunio. Un mal di schiena che matura in mesi non lo è. Una caduta dalle scale sì.
Le garanzie che compongono la polizza
| Garanzia | Cosa fa |
|---|---|
| Invalidità permanente | È il cuore del contratto. Indennizza la riduzione permanente della capacità, in proporzione al capitale assicurato |
| Morte da infortunio | Capitale ai beneficiari, ma solo se il decesso deriva da un infortunio coperto |
| Inabilità temporanea | Una diaria giornaliera per i giorni in cui non si può svolgere la propria attività |
| Rimborso spese mediche | Visite, esami, fisioterapia conseguenti all'infortunio, entro massimali e franchigie |
| Diarie da ricovero e da gessatura | Importi forfettari per ogni giorno di degenza o di immobilizzazione |
| Assistenza | Trasporto sanitario, supporto domiciliare, servizi collegati |
La franchigia si misura in punti, non in euro
È l'aspetto che sorprende chi legge una polizza infortuni per la prima volta, ed è quello che determina se in caso di sinistro si incassa qualcosa oppure niente.
Nella maggior parte dei contratti l'indennizzo per invalidità permanente non si calcola sull'intera percentuale riconosciuta, ma solo sulla parte che eccede una franchigia espressa in punti percentuali.
Come funziona davvero
E se l'invalidità accertata fosse del 3%, con la stessa franchigia al 6%, l'indennizzo sarebbe zero. Non ridotto: zero.
Le franchigie di mercato si collocano di norma fra il 3% e il 5%, e raramente superano il 10%. Ma esistono due varianti da conoscere:
- Franchigia a scaglioni: differenziata per fascia di capitale. Un contratto può prevedere il 3% sui primi 200.000 € di capitale e salire al 10% sulla tranche successiva
- Clausole progressive: alcune polizze aumentano l'indennizzo oltre certe soglie di invalidità, con moltiplicatori sui gradi alti. Sui sinistri gravi fanno una differenza enorme
Quale tabella usa la tua polizza
La percentuale di invalidità non è un dato oggettivo assoluto: dipende dalla tabella applicata. E la differenza fra una tabella e l'altra può valere migliaia di euro sullo stesso identico danno fisico.
| Menomazione | Tabella ANIA | Tabella INAIL |
|---|---|---|
| Perdita del pollice destro | 18% | 28% |
| Sordità completa bilaterale | 40% | 60% |
La vecchia tabella INAIL, allegata al DPR 1124/1965, valuta la gran parte delle invalidità permanenti attorno al 25–30% in più rispetto alla tabella ANIA elaborata dal settore assicurativo. Per l'assicurato è quindi la più favorevole.
La tabella applicata è un elemento contrattuale: non esiste alcun obbligo di legge di usare quella INAIL nelle polizze private. Va verificata prima della firma, perché dopo il sinistro non è più negoziabile.
Che cosa copre già lo Stato e che cosa no
Chi lavora come dipendente è già assicurato dall'INAIL, ma la copertura ha un perimetro preciso: gli infortuni in occasione di lavoro e, nei casi previsti, quelli in itinere sul tragitto casa-lavoro.
✅ Coperto da INAIL
- Infortunio sul luogo di lavoro
- Infortunio in itinere
- Indennizzo in capitale per danno biologico dal 6% al 15%
- Rendita diretta dal 16% al 100%
❌ Fuori dalla tutela INAIL
- Infortuni in vacanza
- Sport e attività del tempo libero
- Hobby e fai da te
- Faccende domestiche
- Tutto ciò che accade nel weekend
Considerato che la maggior parte del tempo di una persona si svolge fuori dall'orario di lavoro, il «buco» è ampio. È esattamente lo spazio che la polizza privata copre, con la formula 24 ore su 24.
L'assicurazione INAIL per il lavoro domestico
Esiste un obbligo poco conosciuto: chi svolge in modo abituale, gratuito e senza vincolo di subordinazione l'attività di cura della casa e della famiglia, fra i 18 e i 67 anni, deve iscriversi all'assicurazione INAIL contro gli infortuni domestici. Il premio è di 24 € l'anno, con scadenza al 31 gennaio, ed è deducibile dal reddito complessivo.
Le prestazioni: una rendita vitalizia mensile per inabilità permanente dal 16% in su, che va da circa 140 € al mese al grado minimo fino a oltre 1.700 € al mese al 100%, e una prestazione una tantum di 395 € per inabilità comprese fra il 6% e il 15%. È una tutela reale, ma limitata all'ambito domestico e con capitali che nulla hanno a che vedere con quelli di una polizza privata.
Quando la polizza non paga
Le formulazioni cambiano da compagnia a compagnia, ma alcune esclusioni ricorrono in quasi tutti i contratti.
- Dolo dell'assicurato. La colpa, anche grave, è di regola coperta; l'atto volontario no
- Stato di ebbrezza o assunzione di stupefacenti e psicofarmaci per motivi non terapeutici
- Sport non dichiarati, e in particolare quelli ad alto rischio: pugilato, atletica pesante, paracadutismo, immersioni subacquee, gare motoristiche, alpinismo con scalata di rocce e accesso ai ghiacciai
- Guerra, sommosse, tumulti popolari
- Conseguenze di condizioni preesistenti
- Dichiarazioni inesatte o reticenti in fase di stipula: è il motivo di contestazione più frequente in sede di liquidazione
Infortuni, vita e sanitaria: tre cose diverse
| Polizza | Che cosa fa | Evento coperto |
|---|---|---|
| Infortuni | Indennizza le conseguenze economiche: invalidità, stop dal lavoro, diaria, capitale morte | Solo infortunio |
| Vita caso morte | Versa un capitale ai beneficiari | Morte da qualsiasi causa |
| Sanitaria | Paga o riduce il costo delle cure: visite, diagnostica, ricoveri, interventi | Malattia e infortunio, lato spese |
La distinzione pratica più utile: la polizza infortuni paga anche se non muori. Una menomazione permanente o uno stop forzato di sei mesi hanno un costo economico che nessuna polizza vita copre. Ed è quel costo, non il decesso, l'evento statisticamente più probabile.
Quanto costa, e cosa si può detrarre
Il mercato è poco trasparente e non esistono rilevazioni ufficiali sui premi infortuni come per la RC Auto. Gli ordini di grandezza che circolano vanno dai 110–150 € l'anno per coperture essenziali ai 300–350 € per un profilo standard con invalidità permanente e caso morte.
Il premio dipende da età, professione e classe di rischio, estensione oraria della copertura, capitali scelti, presenza e importo delle diarie, massimali del rimborso spese, sport praticati ed eventuali estensioni ai familiari. I capitali selezionabili si collocano tipicamente fra i 30.000 e i 250.000 €.
La detraibilità: una regola fraintesa da vent'anni
Qui va detta una cosa netta: una polizza infortuni «pura» stipulata oggi non è detraibile.
La detrazione IRPEF del 19%, entro un limite di spesa di 530 €, spetta oggi solo ai premi che coprono il rischio morte e l'invalidità permanente non inferiore al 5%, e qui sta il punto tecnico che spiega tutto: quelle garanzie devono operare da qualsiasi causa. Una polizza infortuni pura interviene solo per causa accidentale, e per questo resta fuori. I contratti stipulati o rinnovati entro il 31 dicembre 2000 godevano di un regime più ampio che includeva gli infortuni in quanto tali, ma quel regime non si applica ai contratti nuovi.
Dal 2025 è entrato in vigore un ulteriore limite complessivo alle detrazioni per chi supera i 75.000 € di reddito, calcolato con un coefficiente legato al numero di figli. I premi relativi a contratti stipulati entro il 31 dicembre 2024 sono però espressamente esclusi da quel tetto: chi ha una polizza più vecchia non se la vede erodere.