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Assicurazione Infortuni

Il prezzo dice poco e la franchigia non si misura in euro. Due polizze allo stesso premio possono pagare l'una il triplo dell'altra sullo stesso identico danno: ecco dove guardare.

📉 Invalidità permanente
🛏️ Diaria da ricovero
🏭 Oltre l'INAIL
📋 Tabelle ANIA e INAIL
🧾 Quando è detraibile

Infortunio non vuol dire «incidente»

La definizione tecnica è più stretta di quella che usiamo tutti i giorni, e da lì discende quasi tutto il resto. Un infortunio, ai fini della polizza, è un evento con tre caratteristiche insieme.

La definizione

Fortuito  ·  violento  ·  esterno  →  con lesione fisica oggettivamente constatabile

Se manca uno dei tre requisiti, non c'è infortunio. Un mal di schiena che matura in mesi non lo è. Una caduta dalle scale sì.

La definizione non è identica in tutte le polizze. Alcune includono gli eventi da sforzo fisico, altre li escludono espressamente. È la prima riga da leggere nelle condizioni di assicurazione, prima ancora del prezzo.

Le garanzie che compongono la polizza

GaranziaCosa fa
Invalidità permanenteÈ il cuore del contratto. Indennizza la riduzione permanente della capacità, in proporzione al capitale assicurato
Morte da infortunioCapitale ai beneficiari, ma solo se il decesso deriva da un infortunio coperto
Inabilità temporaneaUna diaria giornaliera per i giorni in cui non si può svolgere la propria attività
Rimborso spese medicheVisite, esami, fisioterapia conseguenti all'infortunio, entro massimali e franchigie
Diarie da ricovero e da gessaturaImporti forfettari per ogni giorno di degenza o di immobilizzazione
AssistenzaTrasporto sanitario, supporto domiciliare, servizi collegati

La franchigia si misura in punti, non in euro

È l'aspetto che sorprende chi legge una polizza infortuni per la prima volta, ed è quello che determina se in caso di sinistro si incassa qualcosa oppure niente.

Nella maggior parte dei contratti l'indennizzo per invalidità permanente non si calcola sull'intera percentuale riconosciuta, ma solo sulla parte che eccede una franchigia espressa in punti percentuali.

Come funziona davvero

Franchigia 6%  ·  invalidità accertata 16%  →  si liquida sul 10%

E se l'invalidità accertata fosse del 3%, con la stessa franchigia al 6%, l'indennizzo sarebbe zero. Non ridotto: zero.

Le franchigie di mercato si collocano di norma fra il 3% e il 5%, e raramente superano il 10%. Ma esistono due varianti da conoscere:

  • Franchigia a scaglioni: differenziata per fascia di capitale. Un contratto può prevedere il 3% sui primi 200.000 € di capitale e salire al 10% sulla tranche successiva
  • Clausole progressive: alcune polizze aumentano l'indennizzo oltre certe soglie di invalidità, con moltiplicatori sui gradi alti. Sui sinistri gravi fanno una differenza enorme
Nella garanzia infortuni del conducente abbinata alla RC Auto le soglie sono in genere più alte: spesso si liquida solo sopra il 5% o il 10% di invalidità. È un prodotto diverso dalla polizza infortuni vera e propria, con cui viene spesso confuso.

Quale tabella usa la tua polizza

La percentuale di invalidità non è un dato oggettivo assoluto: dipende dalla tabella applicata. E la differenza fra una tabella e l'altra può valere migliaia di euro sullo stesso identico danno fisico.

MenomazioneTabella ANIATabella INAIL
Perdita del pollice destro18%28%
Sordità completa bilaterale40%60%

La vecchia tabella INAIL, allegata al DPR 1124/1965, valuta la gran parte delle invalidità permanenti attorno al 25–30% in più rispetto alla tabella ANIA elaborata dal settore assicurativo. Per l'assicurato è quindi la più favorevole.

Attenzione a una sfumatura che quasi nessuno riporta: la nuova tabella INAIL, introdotta dal decreto legislativo 38/2000, valuta alcune menomazioni anche meno della tabella ANIA. Dire genericamente «meglio la tabella INAIL» è impreciso. La domanda giusta da fare all'intermediario è: quale tabella, e in quale versione?

La tabella applicata è un elemento contrattuale: non esiste alcun obbligo di legge di usare quella INAIL nelle polizze private. Va verificata prima della firma, perché dopo il sinistro non è più negoziabile.

Che cosa copre già lo Stato e che cosa no

Chi lavora come dipendente è già assicurato dall'INAIL, ma la copertura ha un perimetro preciso: gli infortuni in occasione di lavoro e, nei casi previsti, quelli in itinere sul tragitto casa-lavoro.

✅ Coperto da INAIL

  • Infortunio sul luogo di lavoro
  • Infortunio in itinere
  • Indennizzo in capitale per danno biologico dal 6% al 15%
  • Rendita diretta dal 16% al 100%

❌ Fuori dalla tutela INAIL

  • Infortuni in vacanza
  • Sport e attività del tempo libero
  • Hobby e fai da te
  • Faccende domestiche
  • Tutto ciò che accade nel weekend

Considerato che la maggior parte del tempo di una persona si svolge fuori dall'orario di lavoro, il «buco» è ampio. È esattamente lo spazio che la polizza privata copre, con la formula 24 ore su 24.

L'etichetta «extraprofessionale» è ambigua e vale la pena chiarirla. In alcuni contratti significa copertura solo fuori dal lavoro. In altri la copertura è 24 ore su 24 con clausole che cambiano a seconda del contesto in cui avviene l'infortunio. Due prodotti con lo stesso nome possono comportarsi in modo opposto.

L'assicurazione INAIL per il lavoro domestico

Esiste un obbligo poco conosciuto: chi svolge in modo abituale, gratuito e senza vincolo di subordinazione l'attività di cura della casa e della famiglia, fra i 18 e i 67 anni, deve iscriversi all'assicurazione INAIL contro gli infortuni domestici. Il premio è di 24 € l'anno, con scadenza al 31 gennaio, ed è deducibile dal reddito complessivo.

Le prestazioni: una rendita vitalizia mensile per inabilità permanente dal 16% in su, che va da circa 140 € al mese al grado minimo fino a oltre 1.700 € al mese al 100%, e una prestazione una tantum di 395 € per inabilità comprese fra il 6% e il 15%. È una tutela reale, ma limitata all'ambito domestico e con capitali che nulla hanno a che vedere con quelli di una polizza privata.

Quando la polizza non paga

Le formulazioni cambiano da compagnia a compagnia, ma alcune esclusioni ricorrono in quasi tutti i contratti.

  • Dolo dell'assicurato. La colpa, anche grave, è di regola coperta; l'atto volontario no
  • Stato di ebbrezza o assunzione di stupefacenti e psicofarmaci per motivi non terapeutici
  • Sport non dichiarati, e in particolare quelli ad alto rischio: pugilato, atletica pesante, paracadutismo, immersioni subacquee, gare motoristiche, alpinismo con scalata di rocce e accesso ai ghiacciai
  • Guerra, sommosse, tumulti popolari
  • Conseguenze di condizioni preesistenti
  • Dichiarazioni inesatte o reticenti in fase di stipula: è il motivo di contestazione più frequente in sede di liquidazione
Le malattie non sono coperte. Non è una dimenticanza: la polizza infortuni copre eventi improvvisi e traumatici, non patologie che si sviluppano nel tempo. Per quelle serve una polizza sanitaria, che è un prodotto diverso.

Infortuni, vita e sanitaria: tre cose diverse

PolizzaChe cosa faEvento coperto
InfortuniIndennizza le conseguenze economiche: invalidità, stop dal lavoro, diaria, capitale morteSolo infortunio
Vita caso morteVersa un capitale ai beneficiariMorte da qualsiasi causa
SanitariaPaga o riduce il costo delle cure: visite, diagnostica, ricoveri, interventiMalattia e infortunio, lato spese

La distinzione pratica più utile: la polizza infortuni paga anche se non muori. Una menomazione permanente o uno stop forzato di sei mesi hanno un costo economico che nessuna polizza vita copre. Ed è quel costo, non il decesso, l'evento statisticamente più probabile.

Quanto costa, e cosa si può detrarre

Il mercato è poco trasparente e non esistono rilevazioni ufficiali sui premi infortuni come per la RC Auto. Gli ordini di grandezza che circolano vanno dai 110–150 € l'anno per coperture essenziali ai 300–350 € per un profilo standard con invalidità permanente e caso morte.

Il premio dipende da età, professione e classe di rischio, estensione oraria della copertura, capitali scelti, presenza e importo delle diarie, massimali del rimborso spese, sport praticati ed eventuali estensioni ai familiari. I capitali selezionabili si collocano tipicamente fra i 30.000 e i 250.000 €.

Confrontare i prezzi da soli non serve a niente. Due polizze allo stesso premio possono comportarsi in modo opposto sullo stesso sinistro. La domanda che mette in fila i preventivi è una sola: quanto incasso se mi riconoscono il 10%, il 20% o il 40% di invalidità? A parità di quella risposta, allora sì, si guarda il prezzo.

La detraibilità: una regola fraintesa da vent'anni

Qui va detta una cosa netta: una polizza infortuni «pura» stipulata oggi non è detraibile.

La detrazione IRPEF del 19%, entro un limite di spesa di 530 €, spetta oggi solo ai premi che coprono il rischio morte e l'invalidità permanente non inferiore al 5%, e qui sta il punto tecnico che spiega tutto: quelle garanzie devono operare da qualsiasi causa. Una polizza infortuni pura interviene solo per causa accidentale, e per questo resta fuori. I contratti stipulati o rinnovati entro il 31 dicembre 2000 godevano di un regime più ampio che includeva gli infortuni in quanto tali, ma quel regime non si applica ai contratti nuovi.

La detrazione non spetta mai per l'invalidità temporanea, nemmeno se totale. È il punto su cui si sbaglia più spesso. La detrazione massima teorica sul limite di 530 € è di 100,70 € l'anno. Serve inoltre che contraente e assicurato coincidano e che il pagamento sia tracciabile.

Dal 2025 è entrato in vigore un ulteriore limite complessivo alle detrazioni per chi supera i 75.000 € di reddito, calcolato con un coefficiente legato al numero di figli. I premi relativi a contratti stipulati entro il 31 dicembre 2024 sono però espressamente esclusi da quel tetto: chi ha una polizza più vecchia non se la vede erodere.

Novità 2026 da non confondere. Dal 1° gennaio 2026 l'imposta sui premi delle garanzie accessorie infortuni del conducente e assistenza stradale abbinate alla RC Auto è salita al 12,5%, per i contratti stipulati o rinnovati da quella data. Riguarda solo quella garanzia accessoria, non la polizza infortuni privata. È previsto che le compagnie riconoscano al contraente almeno due terzi della maggiore imposta.

FAQ — Assicurazione infortuni

Che cosa si intende esattamente per infortunio?

+
Un evento fortuito, violento ed esterno che provoca una lesione fisica oggettivamente constatabile. Devono esserci tutti e tre i requisiti: un mal di schiena che si sviluppa nel tempo non è un infortunio, una caduta sì. La definizione precisa varia però da contratto a contratto, soprattutto sul trattamento degli eventi da sforzo fisico, che alcune polizze includono e altre escludono espressamente.

Come funziona la franchigia in una polizza infortuni?

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Non è espressa in euro ma in punti percentuali di invalidità, e si indennizza solo la parte eccedente. Con una franchigia del 6% e un'invalidità accertata del 16%, l'indennizzo si calcola sul 10%. Se l'invalidità riconosciuta è inferiore alla franchigia, non si riceve nulla. Le franchigie di mercato stanno di norma fra il 3% e il 5% e raramente superano il 10%.

La polizza infortuni è detraibile dalle tasse?

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Una polizza infortuni pura stipulata oggi non è detraibile. La detrazione IRPEF del 19%, entro un limite di 530 €, spetta solo ai premi che coprono il rischio morte e l'invalidità permanente non inferiore al 5%. Il regime più ampio che includeva gli infortuni valeva per i contratti stipulati o rinnovati entro il 31 dicembre 2000. La detrazione non spetta comunque mai per l'invalidità temporanea, nemmeno totale.

Se ho l'INAIL mi serve ancora una polizza infortuni?

+
Dipende da quanto tempo passate al lavoro. L'INAIL copre gli infortuni in occasione di lavoro e, nei casi previsti, quelli in itinere. Restano fuori vacanze, sport, hobby, fai da te e faccende domestiche, cioè la maggior parte delle ore di una vita. La polizza privata copre proprio quello spazio, con capitali in genere più alti di quelli delle prestazioni pubbliche.

Meglio la tabella INAIL o la tabella ANIA?

+
La vecchia tabella INAIL, allegata al DPR 1124/1965, valuta gran parte delle invalidità attorno al 25-30% in più rispetto alla tabella ANIA, ed è quindi più favorevole all'assicurato. Ma la nuova tabella INAIL introdotta dal decreto legislativo 38/2000 valuta alcune menomazioni anche meno della ANIA. Non basta chiedere «quale tabella»: bisogna chiedere anche quale versione, perché la differenza sullo stesso danno può valere migliaia di euro.

Qual è la differenza fra polizza infortuni e polizza vita?

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La polizza vita versa un capitale ai beneficiari in caso di morte, da qualsiasi causa. La polizza infortuni indennizza le conseguenze economiche di un infortunio anche quando non c'è decesso: invalidità permanente, giorni di stop dal lavoro, spese mediche. La sua garanzia morte è limitata al decesso derivante da infortunio coperto. Sono prodotti complementari, non alternativi.

Gli sport sono coperti dalla polizza infortuni?

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Gli sport praticati a livello amatoriale sono in genere coperti, ma vanno dichiarati alla stipula. Sono invece tipicamente esclusi quelli ad alto rischio: pugilato, atletica pesante, paracadutismo, immersioni subacquee, gare motoristiche e alpinismo con scalata di rocce o accesso ai ghiacciai. Alcune polizze li riammettono con estensione a premio maggiorato. Non dichiarare uno sport praticato è uno dei motivi più frequenti di contestazione in fase di liquidazione.

Quanto costa una polizza infortuni?

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Non esistono rilevazioni ufficiali come per la RC Auto. Gli ordini di grandezza di mercato vanno da circa 110-150 € l'anno per coperture essenziali a 300-350 € per un profilo standard con invalidità permanente e caso morte. Il premio dipende da età, professione, estensione oraria della copertura, capitali, diarie e sport praticati. Il confronto va però fatto a parità di franchigia in punti, tabella applicata ed esclusioni, non sul solo prezzo.