Firmare in due porta il termine da 60 a 30 giorni. Ma c'è un secondo termine che resta a 60, e il risarcimento diretto non si applica in dieci casi che conviene conoscere prima, non dopo.
📄 Modulo blu CAI
⏱️ 30, 60 e 90 giorni
⚖️ Art. 148 e 149 CAP
🚫 Casi esclusi
🆕 CAI digitale 2026
Perché la firma conta
Firmare in due dimezza i tempi di risarcimento
È la ragione pratica per cui vale la pena compilare il modulo sul posto invece di scambiarsi solo i numeri di telefono. Il modulo CAI firmato da entrambi i conducenti fa scattare un termine ridotto per l'offerta della compagnia.
Situazione
Termine per l'offerta o il diniego motivato
Soli danni a cose, CAI firmato da entrambi
30 giorni
Soli danni a cose, modulo non sottoscritto da entrambi
60 giorni
Lesioni personali o decesso
90 giorni
Sono i termini dell'articolo 148 del Codice delle Assicurazioni Private.
La doppia firma dimezza il termine entro cui la compagnia deve formulare l'offerta. Non accorcia invece i termini per poter agire in giudizio, che l'articolo 145 lascia a 60 giorni per le cose e 90 per la persona.
Ma attenzione a una trappola che quasi nessuno segnala. Il termine di 30 giorni riguarda l'obbligo della compagnia di formulare l'offerta. Non accorcia il periodo che dovete attendere prima di poter agire in giudizio: per la proponibilità dell'azione, l'articolo 145 mantiene comunque 60 giorni per i danni a cose e 90 per quelli alla persona. Sono due termini diversi che vengono spesso confusi.
Sul valore giuridico della doppia firma: il modulo sottoscritto da entrambi i conducenti fa scattare una presunzione su come si è svolto il sinistro. Non è una prova assoluta e ammette prova contraria, ma sposta l'onere: da quel momento è chi contesta a dover dimostrare che le cose sono andate diversamente.
Due limiti però esistono, e vale la pena conoscerli. Il primo: la presunzione opera solo se il modulo è completo in ogni sua parte, data compresa — un CAI compilato a metà non produce l'effetto. Il secondo: nei confronti del proprietario che non era alla guida la firma del conducente non vincola allo stesso modo.
Terminologia
CID o CAI? La differenza c'è, ma non dove pensate
Nel linguaggio comune si usano come sinonimi. In realtà indicano due cose diverse:
CAI è la Constatazione Amichevole di Incidente, cioè il modulo, quello azzurro che tutti chiamano «modulo blu»
CID è la Convenzione Indennizzo Diretto, cioè l'accordo fra compagnie che regola i rimborsi reciproci
Chiedere «hai il CID?» intendendo il foglio da compilare è impreciso ma innocuo. Diventa un problema quando si confonde la procedura con il documento e si dà per scontato che, avendo firmato, il risarcimento diretto si applichi automaticamente. Non è così, come vedremo.
Compilazione
Gli errori che costano di più
Il modulo ha quindici campi sul fronte e diciassette caselle per le circostanze del sinistro. Compilarlo bene richiede due minuti, compilarlo male può costare mesi.
I testimoni vanno indicati subito. È l'avvertenza su cui insiste l'IVASS, e la conseguenza è più pesante di quanto si creda: un testimone non riportato sul modulo e indicato solo mesi dopo rischia l'inammissibilità della prova testimoniale, non semplicemente una minore credibilità
Le caselle delle circostanze vanno crociate con attenzione, e va indicato in fondo quante ne avete barrate: è il campo in cui si concentra la maggior parte delle contestazioni
Il disegno del sinistro non è un optional: posizione dei veicoli, direzione di marcia, segnaletica
Targa, compagnia e numero di polizza vanno copiati dai documenti, non dettati a memoria
Firmate solo ciò che condividete. La firma copre l'intero contenuto del modulo, comprese le circostanze barrate dall'altro conducente: rileggetele prima
Il modulo va compilato in un solo esemplare, con la carta copiativa: ogni conducente ne trattiene una copia. Le due copie devono essere identiche, ed è il motivo per cui non si compilano due moduli separati.
Se l'altro non firma
Succede spesso, e non è la fine del mondo. Potete comunque presentare la richiesta di risarcimento alla vostra compagnia compilando il modulo da soli, con la vostra sola firma. Cambia una cosa concreta: il termine per l'offerta risale da 30 a 60 giorni, e viene meno la presunzione sulla dinamica.
In quel caso diventa decisivo raccogliere subito tutto il resto: fotografie della scena e delle posizioni finali, dati di eventuali testimoni, e se sono intervenute le forze dell'ordine il riferimento del verbale.
Novità 2026: dall'8 aprile 2026 è entrato in vigore l'obbligo del modulo CAI in formato digitale, introdotto da un regolamento IVASS. La versione cartacea resta valida, ma le compagnie devono mettere a disposizione anche lo strumento elettronico.
La procedura
Risarcimento diretto: quando non si applica
Il risarcimento diretto, previsto dall'articolo 149 del Codice delle Assicurazioni, permette di essere risarciti dalla propria compagnia anziché da quella del responsabile. È più rapido e più semplice, ma ha un perimetro preciso, e conoscerne i confini evita mesi persi a bussare alla porta sbagliata.
Caso
A chi rivolgersi
Collisione fra due veicoli identificati e assicurati, in Italia
La propria compagnia — art. 149
Coinvolgimento di più di due veicoli responsabili
Compagnia del responsabile
Veicolo non identificato o non assicurato
Fondo di Garanzia presso CONSAP
Veicolo immatricolato all'estero, salvo San Marino e Città del Vaticano a certe condizioni
Procedura ordinaria
Sinistro senza urto (manovra d'emergenza, uscita di strada)
Procedura ordinaria
Sinistro avvenuto fuori dal territorio italiano
Procedura ordinaria
Danni al terzo trasportato
Procedura speciale dell'art. 141
Danni al conducente oltre il 9% di invalidità permanente
Compagnia del responsabile
Danni a pedoni e ciclisti
Compagnia del responsabile
Monopattini elettrici
Procedura ordinaria in via transitoria, in attesa di un sistema di compensazione dedicato
Il caso che genera più contenzioso è il primo. La norma parla di sinistri «senza coinvolgimento di altri veicoli responsabili»: conta la responsabilità, non la presenza fisica. In un tamponamento a catena può quindi accadere che il risarcimento diretto si applichi comunque, se il rapporto causale rilevante riguarda solo due veicoli. È materia su cui la giurisprudenza di merito non è uniforme.
Se la vostra compagnia ritiene che il sinistro sia fuori dal risarcimento diretto, ha 30 giorni per comunicarvelo con raccomandata e per trasmettere la richiesta alla compagnia del responsabile. Da quel momento i termini ripartono da zero: è una delle ragioni per cui conviene inquadrare correttamente il caso fin dall'inizio.
Dopo la richiesta
Cosa succede se la compagnia non risponde
I termini dell'articolo 148 non sono indicativi: sono termini di legge. Scaduti senza offerta né diniego motivato, si apre la strada dell'azione giudiziaria, fermi restando i termini di proponibilità dell'articolo 145 di cui si diceva all'inizio.
Se accettate l'offerta, il pagamento deve avvenire entro 15 giorni
Se non l'accettate, la compagnia versa comunque la somma offerta entro 15 giorni, imputandola alla liquidazione definitiva
Se non rispondete, trascorsi 30 giorni la compagnia corrisponde comunque quanto offerto
Se la richiesta è incompleta, la compagnia deve chiedere le integrazioni entro 30 giorni. Attenzione a una differenza che quasi nessuno segnala: nel risarcimento diretto i termini restano sospesi fino all'arrivo dei documenti, mentre nella procedura ordinaria ripartono da zero
Due precisazioni che correggono errori diffusi. La prima: il famoso schema «5 giorni più 8» per la perizia non esiste come regola generale; la norma prevede soltanto che il veicolo resti a disposizione per l'accertamento «non meno di cinque giorni non festivi». La seconda: alla RC auto non si applica la mediazione come condizione di procedibilità, bensì la negoziazione assistita, che è una procedura diversa e con regole proprie.
Se c'è una perizia contestata
La compagnia può, in caso di sospetta frode, non formulare l'offerta e comunicare la necessità di ulteriori accertamenti: in quel caso ha 30 giorni dalla comunicazione per le determinazioni conclusive, con sospensione dei termini se viene presentata querela.
Danni alla persona
Dal marzo 2025 il risarcimento si calcola in modo nuovo
Se dal sinistro derivano lesioni, entra in gioco una novità che cambia i conti: con il DPR 12/2025, in vigore dal 5 marzo 2025, è stata finalmente adottata la Tabella Unica Nazionale per la valutazione del danno biologico.
Fino a quel momento le lesioni di non lieve entità venivano liquidate secondo tabelle elaborate dai singoli tribunali, con differenze anche rilevanti da una città all'altra. La tabella unica introduce un parametro nazionale, e la Cassazione ne ha esteso l'uso come riferimento equitativo.
Resta la distinzione fondamentale: le lesioni fino al 9% di invalidità permanente restano nel risarcimento diretto e seguono i criteri delle lesioni di lieve entità. Oltre il 9% si esce dalla procedura dell'articolo 149 e ci si rivolge alla compagnia del responsabile.
Su questo terreno la materia diventa tecnica e gli importi in gioco crescono rapidamente. Se le lesioni sono più che lievi, valutare l'assistenza di un legale o di un medico legale non è un eccesso di prudenza: è la differenza fra accettare la prima offerta e capire se sia congrua.
A cosa serve davvero firmare la constatazione amichevole in due?
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A dimezzare i tempi. Con il modulo CAI sottoscritto da entrambi i conducenti e soli danni a cose, la compagnia deve formulare l'offerta o comunicare il diniego motivato entro 30 giorni anziché 60, secondo l'articolo 148 del Codice delle Assicurazioni. La doppia firma fa inoltre scattare una presunzione su come si è svolto il sinistro: ammette prova contraria, ma sposta l'onere su chi contesta.
Cosa faccio se l'altro conducente non vuole firmare?
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Potete presentare comunque la richiesta di risarcimento alla vostra compagnia compilando il modulo da soli, con la vostra sola firma. Cambia che il termine per l'offerta risale da 30 a 60 giorni e viene meno la presunzione sulla dinamica. In quel caso diventa decisivo raccogliere subito fotografie della scena, dati di eventuali testimoni e, se sono intervenute le forze dell'ordine, il riferimento del verbale.
Qual è la differenza fra CID e CAI?
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Il CAI è la Constatazione Amichevole di Incidente, cioè il modulo azzurro che si compila sul posto. Il CID è la Convenzione Indennizzo Diretto, cioè l'accordo fra le compagnie che regola i rimborsi reciproci. Nel parlato si usano come sinonimi, ma la confusione diventa un problema quando si dà per scontato che, avendo firmato il modulo, il risarcimento diretto si applichi automaticamente: il suo perimetro dipende dal tipo di sinistro, non dal foglio.
Quando il risarcimento diretto non si applica?
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Nei sinistri con più di due veicoli responsabili, con veicoli non identificati o non assicurati, con veicoli immatricolati all'estero salvo San Marino e Città del Vaticano a certe condizioni, senza urto fra i mezzi, avvenuti fuori dall'Italia, per i danni al terzo trasportato, per le lesioni al conducente oltre il 9% di invalidità permanente, per i danni a pedoni e ciclisti e, in via transitoria dal 2026, per i monopattini elettrici, in attesa che venga definito un sistema di compensazione dedicato. Fuori da questi casi ci si rivolge alla compagnia del responsabile o al Fondo di Garanzia.
Entro quanto deve rispondere la compagnia?
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Trenta giorni per soli danni a cose con CAI firmato da entrambi, sessanta se manca la doppia firma, novanta in caso di lesioni o decesso. Se accettate l'offerta il pagamento va eseguito entro quindici giorni; se non l'accettate la compagnia versa comunque la somma offerta nello stesso termine, imputandola alla liquidazione definitiva. Se la richiesta è incompleta, l'impresa deve chiedere le integrazioni entro trenta giorni: nel risarcimento diretto i termini restano poi sospesi fino alla ricezione dei documenti, mentre nella procedura ordinaria ripartono da zero.
Se la compagnia non risponde nei termini cosa posso fare?
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Si apre la strada dell'azione giudiziaria, ma con un'avvertenza importante: i termini dell'articolo 148 riguardano l'obbligo di offerta, mentre per poter agire in giudizio valgono quelli di proponibilità dell'articolo 145, cioè sessanta giorni per i danni a cose e novanta per quelli alla persona. Va inoltre ricordato che alla RC auto non si applica la mediazione, bensì la negoziazione assistita come condizione di procedibilità.
È vero che il perito deve venire entro 5 giorni più 8?
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No, è uno degli schemi più ripetuti e meno fondati. La norma non prevede quella sequenza: stabilisce soltanto che il veicolo danneggiato resti a disposizione per l'accertamento per un periodo «non inferiore a cinque giorni non festivi». Trascorso quel termine si può procedere alla riparazione, conservando la documentazione fotografica e le fatture.
Come cambia il risarcimento se ci sono stati feriti?
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Dal 5 marzo 2025 è in vigore la Tabella Unica Nazionale per la valutazione del danno biologico, adottata con il DPR 12/2025, che introduce un parametro nazionale al posto delle tabelle elaborate dai singoli tribunali. Resta la distinzione di procedura: le lesioni fino al 9% di invalidità permanente restano nel risarcimento diretto, oltre quella soglia ci si rivolge alla compagnia del responsabile.